Connettiti con Renovato 21

Gender

L’invenzione del gender

Pubblicato

il

 

 

La parola «genere», che già da qualche tempo viene utilizzata nel mondo anglosassone» con un significato del tutto nuovo rispetto a quello corrente e diffuso, ed è entrata – in questa accezione inedita – a far parte del linguaggio delle istituzioni internazionali e nazionali. 

 

Ufficialmente questa modifica semantica «avrebbe lo scopo di andare incontro alla sensibilità delle persone che vedono un significato sgradito nel termine sesso», offrendone una versione più elegante e raffinata, mentre in realtà «la parola genere nasconde un’ideologia è un’agenda ben precise», un chiaro ed esplicito progetto politico: sfruttando l’ambiguità linguistica si sono intraprese riforme che, sotto «il vessillo del progresso e della modernità, mirano allo stravolgimento delle regole di convivenza che i popoli si sono dati nel corso dei secoli».

 

Così, «senza squilli di fanfare e senza alcun dibattito, la parola «genere» ha sostituito la parola sesso» e ha reso possibile un vero e proprio colpo di mano su scala planetaria ad opera di un establishment che fa capo alle agenzie ONU, agli USA, alle potenze europee (Consiglio d’Europa), funzionale a un radicale snaturamento dei principi portanti della vita individuale e collettiva.

Così, «senza squilli di fanfare e senza alcun dibattito, la parola “genere” ha sostituito la parola sesso» e ha reso possibile un vero e proprio colpo di mano su scala planetaria ad opera di un establishment che fa capo alle agenzie ONU, agli USA, alle potenze europee (Consiglio d’Europa), funzionale a un radicale snaturamento dei principi portanti della vita individuale e collettiva

 

 

La tragedia di Bruce/Brenda: il dottor Money e i gemelli Reimer

Il termine gender (in italiano «genere») fu letteralmente coniato dal dottor John Money – un endocrinologo sessuologo e psicologo dell’Università John Hopkins di Baltimora, allievo di Alfred Kinsey – il quale se ne servì per dare una veste pretesamente scientifica agli esperimenti di trasformazione sessuale sui pazienti. 

 

In realtà – si sa–- è impossibile cambiare il sesso di un individuo perché questo è un a priori inscritto nel patrimonio genetico di ogni singola cellula del suo organismo, sin dal momento del concepimento; è cioè una realtà organica e morfologica da cui non si può prescindere. Quello che si può fare, e che Money faceva, è alterare irreversibilmente il corpo e l’aspetto fisico delle persone.

 

Egli, teorizzando la distinzione tra l’«identità sessuale» (cioè l’identità biologica) e la cosiddetta «identità di genere» (intesa come identità percepita, frutto dei condizionamenti sociali ed educativi), si precostituisce le condizioni che lo legittimerebbero a intervenire sullo sviluppo psico-fisico dei pazienti per dirottarlo in senso dis-armonico rispetto al sesso di appartenenza. Sostiene che il dato biologico sia ininfluente sulla formazione della personalità maschile o femminile dell’individuo, la quale di norma è coartata dagli stereotipi di natura sessista imposti prepotentemente dalla società.

Quello che si può fare, e che Money faceva, è alterare irreversibilmente il corpo e l’aspetto fisico delle persone

 

Nel 1965 Money fonda la «Clinica per l’Identità di Genere».

 

Gli si presenta un’occasione imperdibile e irripetibile per tentare di dimostrare la presunta fondatezza della sua dissennata teoria quando si imbatte nel caso di due gemellini maschi omozigoti (i fratelli Bruce e Brian Reimer), nati nel 1965, uno dei quali aveva riportato una lesione dei genitali a sette mesi di età, a seguito di un banale intervento chirurgico di circoncisione.

 

Money convince i genitori, disperati, a risolvere l’incidente crescendo Bruce come una femmina. Il piccolo Bruce viene così ribattezzato Brenda, bombardato di ormoni, sottoposto a interventi chirurgici correttivi e a continue sedute psicologiche. Durante queste sedute, tra l’altro, Money mostra ai due gemellini immagini pornografiche e li incita a intrattenere tra loro rapporti incestuosi, al fine di rafforzare la rispettiva identità/ruolo di genere. I due sono obbligati a simulare atti sessuali mentre Money li fotografa.

Money convince i genitori, disperati, a risolvere l’incidente crescendo Bruce come una femmina. Il piccolo Bruce viene così ribattezzato Brenda, bombardato di ormoni, sottoposto a interventi chirurgici correttivi e a continue sedute psicologiche

 

Nonostante tanto accanimento, Bruce/Brenda continua a voler giocare con i maschi, cerca di fare la pipì in piedi e, crescendo, è attratto dalle donne. È anche sempre più disperato, e con lui tutta la sua famiglia.

 

Un giorno il padre decide di rivelargli la verità. Questa produce in lui uno shock enorme, ma in qualche modo è anche ragione di sollievo perché lo convince finalmente di non essere pazzo. Decide allora di fare marcia indietro, assume il nome maschile di David – ovvero, il fanciullo che combatte Golia e lo sconfigge –si fa amputare i seni, e qualche anno dopo si innamora di una giovane vedova, la sposa e ne adotta i tre figli.

 

Nel frattempo però il suo gemello, l’esistenza rovinata dalle vicende famigliari (oltre al fratello, il padre alcoolizzato, la mamma depressa), si suicida. David non regge questo ulteriore dolore e, sentendosi responsabile della catastrofe familiare, si toglie pure lui la vita, a 38 anni di età

Money mostra ai due gemellini immagini pornografiche e li incita a intrattenere tra loro rapporti incestuosi, al fine di rafforzare la rispettiva identità/ruolo di genere. I due sono obbligati a simulare atti sessuali mentre Money li fotografa

 

Sulla vicenda di Bruce Reimer, Money pubblica un libro di grande successo, Sexual Signatures, in cui racconta dell’esperimento compiuto su Brenda, che – ha l’impudenza di riferire – «stava attraversando felicemente l’infanzia come una vera femmina”. 

 

Successivamente dà alle stampe anche Lovemaps, uno studio di pratiche come il sadomasochismo, la coprofilia, il feticismo, l’auto-strangolamento e altri comportamenti che egli chiama non perversioni, ma «parafilie», per destigmatizzarle e decriminalizzarle.

 

Si appassiona in particolare del tema della pedofilia, tanto che ne sposa pubblicamente la causa. «Un’esperienza sessuale nell’infanzia», spiega Money alla rivista Time nell’aprile 1980, «come essere partner di un parente o di una persona più grande, non ha necessariamente un influsso negativo sul bambino».

 

Money appassiona in particolare del tema della pedofilia, tanto che ne sposa pubblicamente la causa. «Un’esperienza sessuale nell’infanzia», spiega Money alla rivista Time nell’aprile 1980, «come essere partner di un parente o di una persona più grande, non ha necessariamente un influsso negativo sul bambino»

 

Gli epigoni di Money

Il dottor Money, anzichè venire archiviato nel libro degli orrori come criminale seriale, ha continuato ad essere premiato dalla comunità scientifica internazionale ed è morto tra gli onori del mondo accademico. 

 

La sua opera è stata ripresa da tutta una schiera di clinici, sociologi, psicologi, impegnati a trasferire i disturbi sessuali dei pazienti sul piano della normalità sociale dei comportamenti, pretendendo di sostituire categorie artificiali alla realtà umana.

 

Mentre la tragedia aveva divorato la vita dei due gemelli Reimer e della loro famiglia, alla scomparsa del principale responsabile di questa tragedia e di altre consimili, avvenuta nel 2006, i colleghi lo hanno pianto come «il primo scienziato che ha dato un linguaggio all’identità sessuale».

 

Il dottor Money, anzichè venire archiviato nel libro degli orrori come criminale seriale, ha continuato ad essere premiato dalla comunità scientifica internazionale ed è morto tra gli onori del mondo accademico

Il caso dei gemelli Reimer – è stato detto – «fu decisivo perché venisse universalmente accettata la teoria secondo la quale gli esseri umani sono alla nascita psicosessualmente plastici». Fu, di fatto, l’inizio di una ideologia potentissima che considera i bambini come oggetti sessuali, come cavie da plasmare in laboratorio.

 

Migliaia di bambini furono sottoposti al protocollo chirurgico e psicologico del famigerato dottor Money.

 

Il lavoro di Money ebbe un impatto prepotente soprattutto sul movimento femminista radicale, che sfruttò l’invenzione del «genere» (a dispetto dei suoi esiti pratici fallimentari) come conferma della idea che le differenze tra maschio e femmina non sono naturali e immutabili, ma costruite socialmente, e quindi artificiali oltre che oppressive per la donna, costretta in ruoli subordinati al maschio secondo gli schemi rigidi della cultura patriarcale. 

 

Migliaia di bambini furono sottoposti al protocollo chirurgico e psicologico del famigerato dottor Money

Non è un caso che le più rinomate esponenti degli «studi di genere» e teorizzatrici dell’indifferentismo sessuale siano tutte femministe lesbiche.

 

Dunque il fondamento empirico, il supporto pretesamente «scientifico» della ideologia di genere – e di tutta la valanga di follia che ne è derivata – coincide con la vicenda della presunta trasformazione in femmina di un bambino nato maschio, tradottasi in una vera e propria via crucis per una creatura innocente e per tutta la sua famiglia.

 

Epperò questa teoria devastante, nata da una colossale bugia ma scaltramente coltivata e sostenuta dall’esercito femminista e omosessualista, riesce addirittura ad approdare all’ONU, ad essere recepita nei documenti ufficiali delle conferenze internazionali e, da lì, promossa in tutto il mondo.

 

Questa teoria devastante, nata da una colossale bugia ma scaltramente coltivata e sostenuta dall’esercito femminista e omosessualista, riesce addirittura ad approdare all’ONU, ad essere recepita nei documenti ufficiali delle conferenze internazionali e, da lì, promossa in tutto il mondo

L’ONU – scrive Dale O’Leary – «ha prestigio e risorse economiche tali da consentirle di promuovere l’agenda di genere nel mondo intero, a partire dai leader politici per arrivare ai bambini delle scuole passando per i mass media». L’agenda di genere «si muove tra le comunità non come un grande veliero, ma come un sottomarino manovrato in modo da rivelare il meno possibile di se stesso».

 

 

Elisabetta Frezza

 

 

Questo è un brano del libro Malascuola: «Gender», affettività, emozioni. ll sistema «educativo» per abolire la ragione e manipolare i nostri figla di Elisabetta Frezza. È possibile acquistarne copia presso il sito dell’editore.

 

 

 

ABBIAMO PARLATO DI


Per approfondire

In affiliazione Amazon

Continua a leggere

Gender

Atleti transgender esclusi dalle Olimpiadi

Pubblicato

il

Da

Il Comitato Olimpico Internazionale ha vietato agli atleti transgender di competere nelle categorie femminili dei Giochi Olimpici, nell’ambito della sua nuova politica di ammissibilità, definendo la decisione «basata su dati concreti e sul parere di esperti».

 

Il precedente regolamento del CIO consentiva la partecipazione delle persone transgender a condizione che avessero livelli ridotti di testosterone.

 

La partecipazione di atleti transgender allo sport è stata fonte di controversie a livello globale, con casi come quello della nuotatrice statunitense Lia Thomas e della sollevatrice di pesi neozelandese Laurel Hubbard che hanno alimentato il dibattito sui potenziali vantaggi competitivi.

 

Durante le Olimpiadi di Parigi del 2024, la pugile algerina Imane Khelif, precedentemente dichiarata non idonea ai Campionati del Mondo in base a criteri di genere, ha vinto la medaglia d’oro, mettendo in luce le continue controversie sui criteri di ammissibilità.

 

Come riportato da Renovatio 21, all’epoca, l’allora presidente del CIO Thomas Bach affermò che non esisteva «un sistema scientificamente valido» per distinguere tra categorie maschili e femminili nello sport.

Sostieni Renovatio 21

La politica revisionata, presentata giovedì, fa seguito a una revisione scientifica che ha concluso che alcuni vantaggi fisici associati alla pubertà maschile, come una maggiore massa muscolare e una maggiore capacità cardiovascolare, possono persistere anche dopo la riduzione medica dei livelli di testosterone.

 

«Ai Giochi Olimpici, anche i minimi dettagli possono fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Pertanto, è assolutamente chiaro che non sarebbe giusto che atleti biologicamente maschi gareggiassero nella categoria femminile. Inoltre, in alcuni sport sarebbe semplicemente pericoloso», ha dichiarato in un comunicato Kirsty Coventry, presidente del CIO ed ex nuotatrice olimpica.

 

Le nuove regole entreranno in vigore ai Giochi di Los Angeles del 2028. Questa decisione si inserisce in un più ampio cambiamento di politica negli Stati Uniti, dove il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che vieta agli atleti transgender di partecipare alle competizioni sportive femminili, e il Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti ha adottato restrizioni simili lo scorso anno.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di Andy Miah via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC 2.0

Continua a leggere

Gender

Politica brasiliana si dipinge la faccia: «mi identifico come negra, fatemi presiedere la commissione antirazzismo»

Pubblicato

il

Da

Fabiana Bolsonaro, politica brasiliana, ha protestato contro il transessualismo truccandosi da persona di colore per dimostrare che cambiare aspetto non cambia la propria identità. «Mi identifico come negra… perché non posso presiedere la commissione antirazzismo?… Perché non sono negra».   Fabiana de Lima Barroso (nata il 10 aprile 1993), meglio conosciuta come Fabiana Bolsonaro , è una politica brasiliana che presta servizio come membro dell’Assemblea legislativa di San Paolo dal 2023. Dal 2021 al 2023 è stata vicesindaco di Barrinha, un comune nello Stato di San Paolo. È la figlia di Adilson Barroso, ora deputato nazionale brasiliano e membro dell’assemblea legislativa paulista nel ventennio precedente.     La Fabiana ha adottato il soprannome «Bolsonaro» come nome sulla scheda elettorale nelle elezioni del 2022, sebbene non fosse imparentata con l’ex presidente Jair Bolsonaro . Secondo Poder360, l’adozione è avvenuta come strategia di allineamento ideologico, in seguito a una richiesta dell’allora leader a suo padre.  

Iscriviti al canale Telegram

Nella stessa elezione, la deputata ha cambiato la sua autodichiarazione di razza da «bianca» (registrata nel 2020) a «marrone», il che, secondo le regole elettorali allora in vigore, ha comportato vantaggi nella distribuzione del tempo radiofonico e televisivo e delle risorse dei fondi elettorali per i candidati che si dichiaravano neri o marroni.  

Durante il discorso, trasmesso su TV Alesp, la parlamentare si è dichiarata donna bianca e ha chiesto: «Io, essendo una persona bianca, avendo vissuto tutto ciò che ho vissuto come una persona bianca, ora a 32 anni, decido di truccarmi, di travestirmi da persona nera, truccandomi e lasciando trasparire solo l’aspetto esteriore. E qui, chiedo: e adesso? Sono diventata nera?», elaborando un’analogia per sostenere che le persone trans non potevano rappresentare le cause delle donne cisgender.

  Dopo la sessione, la Fabiana ha negato di aver praticato il cosiddetto blackface, descrivendo l’atto come un’«analogia» e un «esperimento sociale», e ha affermato che il suo discorso era stato «distorto».   La messa in scena ha generato una reazione immediata in plenaria da parte delle forze gosciste. La deputata Mônica Seixas (PSOL) ha sollevato una questione di ordine, classificando l’episodio come razzismo e transfobia, chiedendo l’interruzione della sessione. Dopo la fine della sessione, Seixas e la consigliera comunale di San Paolo Luana Alves (PSOL) hanno presentato una denuncia alla stazione di polizia per la repressione dei crimini razziali e dei crimini di intolleranza (Decradi). La Seixas ha riferito che il delegato della Polizia Civile presente all’Assemblea Legislativa dello Stato di San Paolo(ALESP) si è rifiutata di registrare l’arresto in flagranza di reato, invocando l’immunità parlamentare.   Un gruppo di 18 parlamentari di PT, PSOL, PCdoB e PSB ha presentato una denuncia al Consiglio etico dell’ALESP chiedendo la rimozione di Fabiana per violazione del decoro parlamentare, sostenendo che la condotta era «premeditata e intenzionale» e superava i limiti dell’immunità parlamentare. La deputata Ediane Maria (PSOL) ha anche annunciato una denuncia alla Procura della Repubblica per razzismo e transfobia, mentre Beth Sahão (PT) ha presentato separatamente una denuncia al Consiglio etico, sottolineando che entrambe le condotte costituiscono reati.   In una dichiarazione ufficiale, l’ALESP ha informato che la Costituzione garantisce l’inviolabilità dei parlamentari per le loro opinioni, parole e voti espressi in plenaria e che il Consiglio etico è l’organo competente ad analizzare eventuali eccessi di immunità parlamentare.   «Eu sou uma mulher» ha esclamato la Bolsonaro durante la performanza assembleare mentre si spalmava la cute di una sostanza marròn. «Io sono una donna».   Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato il Brasile ha visto il caso di una femminista brasiliana che ha ottenuto asilo in Europa dopo aver rischiato 25 anni di carcere solo per aver detto che un trans è un uomo e non una donna.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine screenshot da Twitter
Continua a leggere

Gender

La Corte suprema polacca ordina il riconoscimento dei documenti dei matrimoni omosessuali validi nell’UE

Pubblicato

il

Da

La Corte amministrativa suprema polacca ha ordinato alle autorità locali di riconoscere i matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati in altri Stati membri dell’UE, in seguito a una sentenza della Corte di giustizia europea (CGUE) dello scorso anno.

 

Nel Paese a maggioranza cattolica, i matrimoni tra persone dello stesso sesso non possono ancora essere legalmente celebrati perché l’articolo 18 della Costituzione polacca definisce il matrimonio come «unione tra un uomo e una donna».

 

Venerdì, tuttavia, la Corte suprema polacca ha ordinato alle autorità locali di registrare nel registro nazionale, a fini amministrativi e di residenza, i certificati di matrimonio tra persone dello stesso sesso rilasciati all’estero. Con la loro sentenza, i giudici hanno ribaltato una precedente decisione del Tribunale amministrativo provinciale di Varsavia.

 

I gruppi omotransessualisti in Polonia hanno salutato la sentenza come il «primo passo» verso la modifica delle leggi a loro favore.

Sostieni Renovatio 21

Nell’ottobre del 2024, il governo di coalizione filo-europeo del primo ministro polacco Donald Tusk ha presentato un progetto di legge per il riconoscimento delle unioni civili, comprese quelle tra persone dello stesso sesso. Tuttavia, ha incontrato l’opposizione del partner conservatore del governo, il Partito Popolare Polacco (PSL), e del partito di opposizione Diritto e Giustizia (PiS).

 

Il presidente Karol Nawrocki, eletto lo scorso giugno con la promessa di difendere i valori cattolici, ha escluso la firma di qualsiasi legge che possa minare la definizione costituzionale di matrimonio. Nawrocki ha accusato l’UE di «follia ideologica» e ha promesso di resistere a quelli che ha definito i tentativi del blocco di interferire nella politica polacca.

 

Lo scorso anno, la Corte di giustizia dell’UE ha stabilito che la Polonia aveva violato il diritto comunitario rifiutandosi di riconoscere il matrimonio di due cittadini polacchi, celebrato in Germania nel 2018. La Corte, con sede in Lussemburgo, ha affermato che le leggi nazionali violavano le garanzie dell’UE in materia di libera circolazione e diritto a «condurre una normale vita familiare».

 

La sentenza della Corte di giustizia europea si applica automaticamente a tutti i 27 Stati membri, alcuni dei quali, tra cui Bulgaria, Romania, Lituania e Slovacchia, non riconoscono i matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di bert kommerij via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-SA 2.0

Continua a leggere

Più popolari